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Categoria: Sistemi di gestione SGSL
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FeNEAL UIL                        FILCA CISL                          FILLEA CGIL

LINEE GUIDA PER LA

REALIZZAZIONE DEL

SISTEMA di GESTIONE della SICUREZZA (S.G.S.)

E DEI PROBLEMI AMBIENTALI NEI SETTORI

CEMENTO, CALCE E GESSO


30 maggio 2005


Premessa

La gestione della salute e della sicurezza sul lavoro costituisce parte integrante della gestione generale dell’azienda.

FeNEAL UIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, ritengono che la realizzazione degli obiettivi di salute e sicurezza nelle aziende comporta l’applicazione di sistemi di gestione della sicurezza utile ad integrare obiettivi e politiche nella progettazione e gestione di sistemi di lavoro.

La regolamentazione del SGS dovrà riguardare gli elementi richiamati di seguito:

Organizzazione del personale

Il SGS deve:

- definire ruoli e assegnare in modo chiaro e responsabile degli addetti alla gestione della sicurezza a tutti i livelli dell’organizzazione, tenendo conto delle competenze e dell’esperienza del personale in materia di prevenzione;

- identificare  le necessità formative e mettere in atto le conseguenti iniziative di formazione;

- promuovere il coinvolgimento alla salvaguardia ed al miglioramento della sicurezza di dipendenti e, per quanto di competenza , di aziende esterne.

Identificazione e valutazione dei pericoli

Il SGS deve:

- adottare procedure per l’identificazione sistematica dei pericoli associati ad attività normali ed eccezionali e per la valutazione della gravità della probabilità di accadimento dei pericoli identificati. L’identificazione e la valutazione dei pericoli diventano cioè prassi dello stabilimento applicata sugli impianti esistenti, su nuovi impianti, in occasione di modifiche o di nuove esperienze maturate. Devono essere assegnate precise responsabilità per tali attività.


Controllo operativo

Il SGS deve:

- adottare procedure ed istruzioni per l’esercizio degli impianti in condizioni di sicurezza, comprese le operazioni di manutenzione e le fermate temporanee. Si tratta di procedure, istruzioni, manuali operativi e documenti di lavoro in generale che indicano al personale come devono essere svolte le operazioni nelle diverse condizioni di esercizio (avviamento, routine, manutenzione, fermata, emergenza, dismissione). Inoltre si dovrà adottare procedure di manutenzione conformi alle direttive vigenti, con particolare riferimento alla direttiva UNI 10145 relativa alla definizione dei fattori di valutazione delle imprese fornitrici di servizi di manutenzione.

Gestione delle modifiche

Il SGS deve:

- adottare procedure per la programmazione delle modifiche da apportare agli impianti e per la progettazione di nuovi impianti, processi, ecc.;

- definire le tipologie di modifiche interessate, assegnare le responsabilità per la gestione delle modifiche, definire e pianificare le esigenze di addestramento a seguito della modifica, identificare le attività di analisi per la valutazione dei possibili pericoli, definire procedure di verifica e controllo a modifica eseguita.

Controllo e revisione della politica del sistema

Il SGS deve:

- adottare procedure di valutazione periodica e sistematica della politica di prevenzione, dell’adeguatezza e dell’efficacia del sistema di gestione;

- prevedere la revisione documentata della politica e del sistema da parte della direzione che può decidere, previa consultazione con la RLS, l’aggiornamento di strategie e obiettivi per la sicurezza.

Documentazione del SGS

La documentazione del SGS sarà costituita da:

- Manuale del SGS;

- Procedure del SGS;

- Istruzioni operative di lavoro;

- Modulistica.

Il Manuale del SGS presenta la politica e gli obiettivi della prevenzione degli incidenti e definisce strutture, modalità gestionali e responsabilità proprie del Sistema.

Le Procedure del SGS precisano le regole e le condizioni secondo cui devono essere gestite le specifiche attività rilevanti ai fini della prevenzione degli incidenti rilevanti e per l’attuazione del Sistema.

Le Istruzioni operative illustrano in dettaglio come devono essere eseguite le specifiche azioni.

La modulistica fornisce gli strumenti per registrare l’esecuzione di specifiche azioni.

Andamento fenomeno infortunistico

Ogni iniziativa di prevenzione trova come condizione essenziale la conoscenza dell’andamento del fenomeno infortunistico ed il relativo studio dei fattori generazionali di rischio. Da qui la necessità di approfondire la conoscenza della realtà utilizzando gli strumenti informativi esistenti nelle unità produttive, e sedi amministrative, come il registro degli infortuni ed il rapporto infortunio, per descrivere l’evoluzione quali – quantitativa dello stesso.

Lo studio preposto sarà ovviamente di tipo retrospettivo e dovrà comprendere un periodo di osservazione di almeno un quadriennio. Dovranno essere prese in considerazione tutti gli infortuni occorsi e registrati nel registro infortuni. L’analisi dovrà essere basata sui seguenti dati, già opportunamente codificati per l’elaborazione:

- data dell’infortunio;

- zona – reparto di accadimento;

- agente materiale;

- natura della lesione;

- giorni di assenza per infortunio;

- eventuale percentuale di invalidità permanente.

I dati consentiranno il calcolo di tutti gli indici infortunistici. I dati opportunamente disaggregati potranno fornire il “profilo di rischio” per ciascun reparto – zona di lavoro. Anche in questo studio sarà importante trovare una popolazione di riferimento. Si potrebbero individuare i dati INAIL Nazionale del settore minerali non metalliferi.

Utilizzo di combustibili alternativi

Le normative esistenti, le esperienze internazionali applicate nel settore, consentono nel nostro Paese, una maggiore riflessione sull’utilizzo di combustibili alternativi nelle cementerie.

Le parti dovranno concordare intese e procedure per azzerare ogni possibile rischio -  conseguenza in merito alla sicurezza del personale ed agli effetti sull’ambiente, anche  allo scopo di tutelare la salute sia agli addetti in cementeria che per le popolazioni esterne interessate.

A tale scopo, l’utilizzo di combustibili alternativi può essere deciso a seguito di autorizzazioni delle autorità previste, in accordo con le istituzioni locali, inoltre deve prevedere una informazione esaustiva, preventiva sulle norme inerenti la prevenzione e gli atti che riguardino la eliminazione di rischi, tutto questo con l’obiettivo di un coinvolgimento su queste scelte più ampio possibile, anche delle comunità locali.

Le R.L.S. e R.S.U., ed i comitati aziendali di sicurezza laddove presenti, dovranno verificare l’attuazione del sistema S.G.S. sulla base dello schema seguente:

Il SGS deve:

- analizzare le caratteristiche dei combustibili alternativi e le loro compatibilità con il processo produttivo;

- prevedere idonee modalità di arrivo in stabilimento, dello stoccaggio, dell’utilizzo;

- analizzare e verificare gli aspetti ambientali di sicurezza interna ed esterna;

- prevedere appositi momenti formativi per tutti gli addetti.

Metodo di lavoro

 

La realizzazione del S.G.S.  dovrà essere effettuato con il coinvolgimento delle R.L.S. coadiuvate dalle R.S.U. unitamente ai responsabili preposti dalle aziende.


Fonte: fenealuil.it