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Categoria: Modelli organizzativi ex dlgs n. 231/2001
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ASSOBIOMEDICA
Associazione nazionale per le tecnologie biomediche e diagnostiche

MODELLO DI ORGANIZZAZIONE
GESTIONE E CONTROLLO

ai sensi del D. Lgs. 231/01


Settembre 2010

 

INDICE PARTE GENERALE
1. IL DECRETO LEGISLATIVO N. 231/2001
1.1 Il regime di responsabilità amministrativa previsto a carico delle persone giuridiche, società e associazioni
1.2 L’adozione del “Modello di Organizzazione e di Gestione” quale possibile esimente della responsabilità amministrativa
2. ADOZIONE DEL MODELLO DA PARTE DI ASSOBIOMEDICA
2.1 Assobiomedica: natura e scopi
2.2 Il Modello Assobiomedica: gli obiettivi
2.3 Funzione del Modello
2.4 Struttura del Modello: Parte Generale e Parti Speciali in funzione delle diverse ipotesi di reato
3. ORGANISMO DI VIGILANZA (OdV)
3.1 L’organismo di vigilanza, composizione e nomina
3.2 Funzioni e poteri dell’organismo di vigilanza
3.3 L’informazioni degli organi associativi
3.4 Decadenza e revoca
4. FORMAZIONE DEL PERSONALE E INFORMATIVA
4.1 Formazione del personale
4.2 Informativa a Collaboratori esterni e Partner
5. L’INFORMAZIONE DELL’ODV
5.1 Segnalazione da parte di dipendenti, imprese associate o terzi
5.2 Obblighi di informativa relativa ad atti ufficiali
5.3 Procedimento sanzionatorio
6. SISTEMA DISCIPLINARE
6.1 Principi generali
6.2 Soggetti Destinatari
6.3 Criteri generali di irrogazione delle sanzioni
6.4 Misure per i lavoratori dipendenti
6.4.1 Ambito di applicazione
6.4.2 Sanzioni
6.4.2 a) Richiamo inflitto verbalmente
6.4.2 b) Richiamo inflitto per iscritto
6.4.2 c) Multa
6.4.2 d) Sospensione dalla retribuzione e dal servizio
6.4.2 e) Licenziamento con preavviso
6.4.2 f) Licenziamento senza preavviso
6.5 Misure nei confronti dei dirigenti
7. ALTRE MISURE DI TUTELA IN CASO DI MANCATA OSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI DEL MODELLO
7.1 Misure nei confronti dei titolari di cariche associative
7.2 Misure nei confronti di Collaboratori esterni e Partner
8. VERIFICA DEL MODELLO

INDICE PARTE SPECIALE
1. FUNZIONI ED OBIETTIVI DELLA PARTE SPECIALE
2. FATTISPECIE DI REATO RILEVANTI PER IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI ASSOBIOMEDICA
2.1 REATI NEI RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
2.1.1 Corruzione e Concussione
2.1.2 Truffa aggravata ai danni dello stato
2.1.3 Frode Informatica
2.1.4 Reati in tema di erogazioni Pubbliche
2.2 AREE A RISCHIO
2.3 PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO E DI ATTUAZIONE DEL PROCESSO DECISIONALE NELLE AREE DI ATTIVITÀ A RISCHIO
2.4 AREE DI ATTIVITÀ A RISCHIO: ELEMENTI FONDAMENTALI DEL PROCESSO DECISIONALE
2.4.1 Nomina del responsabile interno e scheda di evidenza
2.4.2 Istruzioni e verifiche del ODV
2.5 I REATI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DELLE NORME ANTINFORTUNISTICHE E SULLA TUTELA DELL’IGIENE E DELLA SALUTE SUL LAVORO
2.5.1 Considerazioni esplicative
2.5.2 Identificazione delle aree a rischio commissione dei reati in violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro
2.5.3 Valutazione dei rischi e misure preventive in materia di tutela dell’igiene e della salute sul lavoro
2.5.4 Linee guida per la definizione del processo di valutazione dei rischi
2.5.5 Linee guida per la definizione del processo di monitoraggio dell’attuazione del sistema di prevenzione descritto nel Documento di Valutazione dei Rischi
2.5.6 Adeguamento del Documento di Valutazione dei Rischi
2.5.7 Principi generali di condotta in materia di tutela dell’igiene e della salute sul lavoro
2.5.8 Linee guida per il monitoraggio dell’attuazione della sicurezza, dell’igiene e della salute sul lavoro
2.6 REATI CON FINALITÀ DI TERRORISMO O DI EVERSIONE DELL’ORDINE DEMOCRATICO
2.6.1 Rilevanza del reato per il Modello di Assobiomedica
2.6.2 Identificazione delle Aree a rischio commissione dei reati di terrorismo
2.6.3 Misure idonee a prevenire la commissione dei reati di terrorismo
2.7 REATI CONTRO LA PERSONALITÀ INDIVIDUALE
2.7.1 Rilevanza dei reati per il Modello di Assobiomedica
2.7.2 Individuazione delle attività a rischio
2.7.3 Misure idonee a prevenire la commissione dei reati contro la personalità individuale
2.8 INDUZIONE A NON RENDERE DICHIARAZIONI O A RENDERE DICHIARAZIONI MENDACI ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
2.8.1 Rilevanza per il Modello di Assobiomedica
2.8.2 Aree a rischio e misure idonee a prevenire la commissione del reato
2.9 RICETTAZIONE, RICICLAGGIO E IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITÀ DI PROVENIENZA ILLECITA
2.9.1 La tipologia dei reati e considerazioni esplicative
2.9.2 Valutazione dei rischi e misure preventive in materia di reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita
2.9.3 Misure idonee a prevenire la commissione dei reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, utilità di provenienza illecita
2.9.4 Obblighi dell’Organismo di Vigilanza
2.10 DELITTI DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
2.10.1 Rilevanza per il Modello di Assobiomedica
2.10.2 Identificazione delle attività a rischio commissione dei reati di criminalità organizzata
2.10.3 Misure idonee a prevenire la commissione dei reati
2.11 DELITTI INFORMATICI E TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI
2.11.1 Rilevanza per il Modello di Assobiomedica
2.11.2 Misure idonee a prevenire la commissione dei reati
2.12 DELITTI CONTRO L’INDUSTRIA ED IL COMMERCIO
2.12.1 Rilevanza per il Modello di Assobiomedica
3. FATTISPECIE DI REATO NON RILEVANTI PER IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO DI ASSOBIOMEDICA
3.1 REATI SOCIETARI
3.2 ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE E MANIPOLAZIONE DI MERCATO
3.3 PRATICHE DI MUTILAZIONE DEGLI ORGANI GENITALI FEMMINILI
3.4 FALSITÀ IN MONETE, IN CARTE DI PUBBLICO CREDITO E IN VALORI DI BOLLO E IN STRUMENTI O SEGNI DI RICONOSCIMENTO
3.5 DELITTI CONTRO L’INDUSTRIA ED IL COMMERCIO
3.6 DELITTI IN MATERIA DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO DI AUTORE
3.7 REATI TRANSNAZIONALI, LA LEGGE 146 DEL 2006
3.7.1 la tipologia di reati transnazionali
ALLEGATO A
ALLEGATO B


 


Fonte: ASSOBIOMEDICA